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Gli antisettici cationici sono composti caratterizzati dalla presenza sulla loro struttura chimica di cariche positive che consentono loro di interagire con la superficie di microrganismi quali batteri (Gram positivi e Gram negativi), funghi, protozoi e virus, conferendogli un’attività antibatterica ad ampio spettro di azione. Fanno parte di questa famiglia diversi composti tra cui i sali di ammonio quaternario (QACs) caratterizzati da una sola carica positiva e per questo dotati di una lieve attività antibatterica, e le biguanidi, che presentano più cariche positive. Studi scientifici effettuati su quest’ultima classe di composti ha permesso di comprenderne meglio il meccanismo di azione e di giungere alla conclusione che maggiore è la presenza di cariche positive, maggiore è l’efficacia dell’antibatterico. Tra le biguanidi, il PHMB (poliesametilenbiguanide), che possiede una struttura chimica costituita da un polimero composto da 10-12 monomeri, è dotato di un numero di cariche maggiori rispetto ad altri composti della stessa famiglia e ciò gli conferisce la capacità di inibire la crescita batterica anche a basse concentrazioni. Il meccanismo di azione, con cui le biguanidi riescono ad esplicare la loro attività antisettica, prevede un legame con le membrane plasmatiche ed in particolare con i siti anionici portando alla loro destabilizzazione, con conseguente inibizione della moltiplicazione dei patogeni a basse concentrazioni; al contrario se vengono impiegate a concentrazioni più elevate, si verifica una maggiore fluidità e permeabilità di membrana, con rottura della strutture che costituiscono i microrganismi patogeni, riversamento del materiale interno e di conseguenza morte cellulare. Proprio per la sue caratteristiche antibatteriche il PHMB è già noto in ambito clinico per i molteplici impieghi: viene infatti spesso utilizzato come disinfettante del cavo orale nei collutori, nelle soluzioni per lenti a contatto o nei colliri, o ancora nelle garze medicate per la pulizia delle lesioni cutanee. Oltre a questi impieghi, studi clinici hanno dimostrato come possa essere impiegato in maniera efficace e sicura anche nei confronti delle infezioni che riguardano l’apparato genitale.


Impiego

Infezioni vaginali

L’apparato genitale femminile è dotato di meccanismi difensivi capace di proteggerlo dall’attacco di microrganismi patogeni. Questi meccanismi sono costituiti dalla flora batterica vaginale nota come Lattobacilli di Doderlein il cui ruolo fondamentale è il mantenimento del fisiologico ambiente vaginale. Purtroppo però in alcune fasi della vita o in presenza di alcune particolari condizioni la donna risulta maggiormente predisposta all’attacco da parte di microrganismi esterni, impedendo alle difese vaginali di svolgere il loro compito e mantenere il naturale ambiente fisiologico. Infatti l’eccessivo utilizzo di lavande o di detergenti aggressivi, l’impiego di contraccettivi invasivi come le spirali, trattamenti fisici come la laser terapia, la crioterapia o la DTC, nonché cattive abitudini come il fumo o ancora la gravidanza o il climaterio, costituiscono fattori che rendono l’apparato vaginale particolarmente soggetto all’instaurarsi di infezioni che se trascurate possono dare luogo a forme croniche, recidivanti o a complicazioni più gravi. Le infezioni vaginali sono delle infiammazioni tra cui rientrano: le vaginosi di natura batterica, tra cui ritroviamo la Gardnerella, Gonorrea e la Clamidia che ne rappresentano le forme più frequenti; infezioni micotiche, tra cui si riscontrano le Candidosi; i protozoi, come le Tricomoniasi; e i virus, in cui il Papilloma virus e l’Herpes virus rappresentano le forme maggiormente diffuse. Tali vaginiti costituiscono una problematica molto diffusa tra le donne e spesso sono caratterizzate da manifestazioni fastidiose quali prurito, bruciore, aumento delle secrezioni vaginali con cattivo odore. Le biguanidi possono essere impiegate per il trattamento di queste problematiche in maniera sicura ed efficace. Infatti studi clinici condotti su donne affette da infezioni vaginali, hanno dimostrato che il PHMB, sostanza appartenente a questa classe di composti, consente da un lato di agire sulle membrane di tali patogeni impedendone la crescita e la moltiplicazione, dall’altro non interagisce con la naturale flora batterica vaginale consentendo così il suo funzionamento, aiutandola a ristabilire in modo più rapido l’ambiente fisiologico vaginale. Inoltre, al contrario degli approcci terapeutici impiegati in questo tipo di infezioni studi scientifici hanno evidenziato che il PHMB contenente 10-12 monomeri e non genera fenomeni di resistenza terapeutica, di effetti tossici e di irritazione cutanea. Un impiego di questa categoria di antisettici sotto forma di soluzione vaginale o di ovuli può risultare dunque utile per il trattamento delle infezioni dell’apparato vaginale di qualunque origine e natura, consentendone una risoluzione efficace ed evitando l’insorgenza di infezioni opportunistiche secondarie o di forme recidivanti di questi microrganismi a lungo termine. Tali tipi di infezione possono riguardare non solo il canale vaginale o cervicovaginale, ma coinvolgono spesso anche i genitali esterni della donna e dell’uomo. Infatti molto spesso queste infezioni vengono trasmesse anche attraverso i rapporti sessuali e un mancato trattamento di entrambi i partner comporta il continuo passaggio dei patogeni da un soggetto all’altro, in quelle che vengono definite infezioni pingpong. La donna dunque presenterà un’infiammazione anche sui genitali esterni ed in questo caso parliamo di vulviti, mentre nell’uomo si potranno verificare infezioni nella zona del glande e/o del prepuzio caratterizzate da arrossamenti, piccole verruche, note come balaniti o balanopostiti. Anche in questo caso studi clinici hanno mostrato l’efficacia dell’impiego delle biguanidi nel trattamento di disturbi legati alle infezioni che riguardano il tratto genitale esterno in un’ottica anche di trattamento di coppia.

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